Pignoramento prima casa: quando è possibile?

Quando avviene il pignoramento della prima casa?

In tanti si pongono questa domanda, in pochi hanno le idee chiare a riguardo.

Innanzitutto cerchiamo di spiegare: che cos’è la prima casa? Si parla di prima casa quando si fa riferimento alla prima abitazione che una persona ha acquistato. Di regola questa coincide con il proprio domicilio e/o residenza, anche se non è sempre così. Tutte le case invece acquistate successivamente alla prima risultano legalmente seconde case. 

Tra le due ci sono differenze sostanziali sia a livello giuridico che sotto il profilo fiscale, tanto che la prima casa gode di una serie di agevolazioni non previste per la seconda: ad esempio, è assoggettata ad un’imposta di registro (o IVA, a seconda dei casi) ridotta in fase di acquisto, è esonerata dall’IRPEF, così come dall’IMU e da altre imposte addizionali regionali o comunali.

Ma nonostante l’importanza che viene riconosciuta, giustamente, ad un bene tanto prezioso, emblema della dignità di ogni essere umano, la prima casa non è esonerata dall’essere pignorata, qualora si presentino le condizioni e la necessità.

Quando la prima casa
può essere pignorata?

Il pignoramento della prima casa è possibile quando il proprietario è debitore nei confronti di soggetti privati.

Se ti trovi, dunque, nella condizione di non essere più in grado di pagare il mutuo o le spese condominiali, essendo la banca e il condominio dei soggetti privati, la tua casa può essere pignorata, indipendentemente dal fatto che si tratti di prima o di seconda casa.

Non esistono infatti condizioni per le quali il pignoramento della prima casa possa essere evitato: che tu viva in casa con i tuoi figli minori, piuttosto che con i tuoi genitori anziani, che tu sia disabile o disoccupato, nulla potrà impedire alla “macchina giudiziaria” di fare il suo corso.

Nemmeno l’importo del debito è vincolante ai fini del pignoramento della prima casa e qualunque cifra può essere sufficiente ad un creditore per rivalersi sul tuo immobile. 

Diverso è invece, se i debiti del proprietario sono soltanto esclusivamente nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (ex Equitalia), alla quale è consentito di iscrivere un’ipoteca sull’immobile, alla sola condizione che vanti nei confronti del debitore un credito superiore ai 20.000€. A tal proposito, ti invitiamo a prendere visione dell’articolo pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate relativo alle procedure cautelari.

In conclusione, se la tua casa rappresenta il luogo in cui è registrata la tua residenza, è l’unico bene immobile di tua proprietà e non appartiene alla categoria dei beni di lusso, l’Agenzia delle Entrate non può pignorarla.

Attenzione! Qualora il pignoramento della prima casa sia già partito da parte di altri soggetti privati (banca, condominio, ecc.) nulla vieterebbe all’Agenzia delle Entrate di accodarsi e unirsi nella procedura.

Il pignoramento immobiliare può essere avviato da parte dell’Agenzia delle Entrate soltanto sulla seconda casa, a condizione che il debito sia superiore ai 120.000€ .

pignoramento prima casa:
come difendersi

Chiarito che anche la prima casa può essere pignorata, è giunto il momento di capire come difendersi qualora ci si trovi a dover far fronte a tale situazione.

Per prima cosa, niente panico. Sicuramente la situazione non è piacevole, si tratta pur sempre della tua casa ed è normale essere presi dallo sconforto, ma cerca di mettere da parte la negatività e di rimanere lucido. Probabilmente hai una compagna, un compagno, dei figli di cui prenderti cura: non puoi venire meno nei loro confronti! Devi tutelarli con tutte le tue forze e per farlo è importante che tu reagisca!

Questo è il momento di fare la scelta che deciderà il tuo futuro: se non ti muovi prima che la tua casa venga venduta all’asta, il debito potrebbe continuare a perseguitarti per il resto dei tuoi giorni.

Partiamo dal presupposto che i tuoi creditori sono ben consapevoli che ad ogni esperimento d’asta il valore della tua casa verrà ridotto del -25%, e che non sarà sufficiente un unico tentativo di vendita per poter rientrare del proprio credito.

Questo significa essenzialmente due cose: la prima è che probabilmente la banca o, in generale, i tuoi creditori, otterranno indietro soltanto una minima parte di ciò che gli spetta; la seconda è che i tempi entro i quali la procedura potrà definirsi conclusa sono sempre incerti e molto lunghi, e fino a quel momento i creditori non potranno incassare la cifra realizzata dalla vendita in asta.

Se ci aggiungiamo il fatto che, avviare un pignoramento sulla prima casa, comporta dei costi legali davvero elevati, si deduce facilmente il perché qualsiasi creditore preferirebbe evitare questa strada.

Facendo leva su questi argomenti, avviare una trattativa a saldo e stralcio, sarebbe sicuramente la soluzione che metterebbe d’accordo tutte le parti in causa.

saldo e stralcio
immobiliare

Il saldo e stralcio immobiliare è una tecnica assolutamente legale che permette di ottenere una riduzione del debito a fronte della promessa di un pagamento immediato.

Per avere maggiori informazioni a riguardo, leggi il nostro articolo “Saldo e stralcio immobiliare: cos’è e come funziona“, in cui affrontiamo l’argomento in maniera dettagliata.

É importante che tu sappia che, optare per questa soluzione, è estremamente risolutivo in quanto il tuo debito verrà completamente azzerato.

Grazie al nostro team di esperti, saremo in grado di analizzare la tua situazione debitoria, avviare una trattativa con i tuoi creditori, trovare un accordo a saldo e stralcio e liquidare a nostre spese il tuo debito, impedendo in questo modo che la tua casa venga venduta all’asta.

Dopo il nostro intervento, che sarà completamente gratuito, potrai dirti finalmente di nuovo libero, senza debiti, lasciandoti i problemi alle spalle.

Molti “professionisti” del settore spesso consigliano soluzioni estemporanee, come per esempio tentare una ricontrattazione del mutuo con la banca, oppure di presentarsi all’asta tramite un parente o amico per ricomprare la casa.

Tutto questo è del tutto inutile! Nel primo caso non si farà altro che posticipare il problema senza risolverlo, nel secondo invece si rimarrà comunque debitori e se malauguratamente la banca dovesse venire a conoscenza del fatto che chi ha acquistato la casa era d’accordo con te, potrebbe revocare l’atto.

Tutto quello che devi fare è rivolgerti a chi, come noi di ASTASOSPESA, sappia davvero come mettere fine al tuo incubo.

Non perdere altro tempo e mettiti in contatto con noi per avere maggiori informazioni.

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